Ecomuseo Billese | Distretto Culturale Biellese

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Ecomuseo della Terracotta - Ronco Biellese

La riscoperta delle bielline

Le origini
E’ sul finire del 1900 che i Ronchesi, guardandosi alle spalle, si resero conto che, chiusa l’ultima fornace da qualche decina di anni, stavano perdendo la memoria di ciò che era stata la loro vita lungo almeno tre secoli. Un relativo benessere era stato raggiunto, prima integrando i lavori agricoli, rappresentati soprattutto dalla coltivazione della vite, con la produzione delle stoviglie in terracotta, poi dedicandosi anima e corpo alla filatura e tessitura della lana.

La collezione di oggetti in terracotta
Sono trascorsi quasi venti anni da quando i primi volonterosi, con l’aiuto sempre costante delle varie amministrazioni che si sono succedute, iniziarono a raccogliere dalle famiglie eredi degli antichi artigiani prima di tutto gli oggetti originali e poi con l’attenzione della biblioteca e delle maestre delle scuole i racconti e i documenti che ancora oggi costituiscono il patrimonio primario dell’Ecomuseo della Terracotta.

L’itinerario attraverso le frazioni e le antiche fornaci
L’Ecomuseo della Terracotta è stato ufficialmente istituito dall’Amministrazione Comunale nel 1995. Nato con le finalità e i criteri scientifici che contraddistinguono l’impostazione e l’operato degli ecomusei, anche quello di Ronco ambisce di essere testimonianza significativa di una cultura, di una popolazione e del territorio. L’obiettivo principale è dunque quello di permettere al visitatore di prendere visione del luogo e di comprenderne i suoi caratteri peculiari sotto il profilo ambientale, storico e sociale.
In questa azione di scoperta e di conoscenza, che l’ecomuseo propone avvenga mediante una “immersione” nel paesaggio ronchese, il visitatore sarà aiutato dalle testimonianze architettoniche, artistiche e di cultura materiale che nel corso del tempo si sono stratificate su tutto il territorio.
La visita all’ecomuseo sarà perciò un viaggio che si svilupperà attraverso alcuni itinerari tematici attrezzati con pannelli che illustreranno gli aspetti significativi dei luoghi individuati quali punti di osservazione e di interpretazione.
Ogni stazione è in effetti una sala a cielo aperto dell’ecomuseo con le sue “opere pregio”. L’itinerario proposto è incentrato sull’artigianato della terracotta visto sia sotto il profilo del processo tecnico produttivo e della sua rilevanza economica sia nei suoi legami funzionali con l’ambiente naturale e le sue risorse. Le varie postazioni sono dislocate in paese. La lunghezza del percorso è di 3 km circa.

La fornace Cantono e i forni di cottura
L’acquisizione di una significativa porzione della Fornace ex Cantono e il ripristino e la ricostruzione dei suoi forni a legna ha consentito di affiancare alla collezione museale anche un luogo dove meglio si può fruire l’atmosfera delle 40 fornaci presenti nell’800 nel piccolo paese di Ronco.
Molti volontari si sono passati il testimone per rendere vivo e fruibile questo contesto, con i documentari, le mostre dei nuovi artisti, il laboratorio con i corsi di manipolazione dell’argilla che hanno creato una grande famiglia di amici delle terrecotte e una manifestazione annuale: la Sagra del Pajlet.

Documenti allegati

 
Contenitori in terracotta
 
 

 

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